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Classe 1997, Maty Noyes è la protagonista di questo nuovo appuntamento della rubrica #NextGeneration. Questa cantautrice è nata nello Stato del Mississippi per poi trasferirsi a Los Angeles, dove attualmente vive. Il suo genere è un indie e electro-pop molto fresco e piano piano sta raggiungendo la fama internazionale grazie al suo singolo "In My Mind".


Prima di "In My Mind", questa artista era conosciuta per aver collaborato con il DJ norvegese Kygo nel brano "Stay", singolo che ha raggiunto l'oro in Italia. Finora Maty ha all'attivo vari singoli e un EP intitolato"Noyes Complaint", uscito solamente due settimane fa e contenente 5 tracce. Inoltre, la sua voce potrebbe essere familiare ai fans di The Weeknd. Infatti, l'artista compare nell'ultima traccia di "Beauty Behind The Madness", ovvero "Angel".
Qui sotto potete scoprirla meglio con 3 brani, buon ascolto!


IN MY MIND
"In My Mind" è stata rilasciata l'8 Luglio di quest'anno ed è un pezzo pop molto radiofonico e orecchiabile. La struttura di questo brano è semplice ed è proprio per questo che rimane in testa all'ascoltatore dal primo ascolto. Co-scritta con William Wiik Larsen, l'artista statunitense riesce a padroneggiare una base molto fresca con la sua voce pulita. Il testo è ispirato dalla sua esperienza di un appuntamento con il suo fidanzato e tramite Fader ha detto: "L'amore fa dire e fa fare alle persone cose folli. A volte è necessario sfuggire ad un posto per avere una prospettiva e ricordare a te stesso che ne è valsa la pena di questa relazione, anche quando non ci si sente in quel modo nel momento. 'In My Mind' parla di questa esigenza di chiarezza - la necessità di una fuga mentale."
Con questo singolo sembra che Maty stia riuscendo ad espandere la sua fama ed infatti, il video ufficiale, uscito lo scorso Settembre e diretto da Dano Cerny, conta oltre 1 milione di views su Youtube. Riuscirà a diventare una hit internazionale?



HAUNTED
Rilasciata lo scorso anno, "Haunted" fa parte della soundtrack del film "Il segreto dei suoi occhi" ("Secret In Their Eyes") ed è comparsa in un episodio della terza stagione di "The Originals". Qui possiamo ascoltare una Maty diversa da quella attuale e troviamo dei sounds decisamente più classici. Il pezzo è caratterizzato dalla voce dolce dell'artista accompagnata da dei cori, un piano, una chitarra e dei violini. Il testo è diviso in due parti e parla di oscurità ("Dark in the night, Dark in the day, Darkness it just won't go away") e di luce ("Let the light in"). La cantautrice, alla fine del brano, sente il suo amore vicino e trasmette un messaggio di tranquillità dicendo che non ci sono più ombre.



lil bit wrOng
La seconda traccia dell'EP di debutto si intitola "lil bit wrOng" ed anche qui troviamo un ritornello pop-dreamy orecchiabile accompagnato da un piano. Questo brano ricorda abbastanza la Lana Del Rey del periodo prima di Born To Die, utilizzando elementi pop retrò. Il testo è un'auto-critica e l'artista elenca varie cose sbagliate che fa. Nell'extended play hanno partecipato i produttori William Wiik Larsen, Gladius e Big Taste ed una piccola curiosità è che i titoli sono scritti con solo una lettera in maiuscolo e tutte queste lettere insieme formano "NOYES".



Inoltre, di seguito potete ascoltare l'EP completo "Noyes Complaint":



Finisce qui l'appuntamento di oggi del #NextGeneration, cosa ne pensate di questa artista e quali brani avete preferito? Se anche voi volete introdurre un nuovo o poco noto artista potete mandarci un articolo seguendo le indicazioni qui riportate.
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Dopo alcune settimane di assenza siamo tornati con un nuovo artista che sarà il protagonista, o meglio dire la protagonista, per questo appuntamento della nostra rubrica #NextGeneration. Questa volta ho deciso di parlarvi di Julie Bergan, una cantante norvegese che ha iniziato la sua carriera solamente alcuni anni fa. Il tutto iniziò con il singolo che scrisse insieme a Cir.Cuz intitolato "Supernova" e riuscì ad arrivare in top 5 della chart norvegese. Successivamente nel 2013 firmò un contratto con la Warner e si iscrisse alle selezioni per l'Eurovision, non riuscendo però a superare le semifinali. Un anno dopo pubblicò il suo singolo di debutto da solista "Younger" senza raggiungere molto successo. I generi più utilizzati da questa artista sono principalmente l'elettronica, il pop, l'r&b e l'hip-hop. Scopriamo ora i suoi maggiori successi pubblicati fino ad oggi.


Arigato
Iniziamo con la sua seconda hit in Norvegia e in Svezia, riuscendo ad arrivare rispettivamente alle posizioni #1 e #5. In questo pezzo, dove si alternano parti più pacate con uno stile vocale simile all'r&b e altre più movimentate, Julie riesce a farci conoscere i suoi vari stili. Infatti qui possiamo trovare un misto tra pop, elettronica e per l'appunto r&b. In questo brano la cantante parla della fine di una storia. Lei non vuole essere trattata come una bambina, così saluta il suo ex dicendogli "Arigato Motherfucker", perchè il suo comportamento è diventato davvero insopportabile. Insomma un pezzo che molti potrebbero benissimo dedicare ad una vecchia fiamma che li ha delusi enormemente.



I Kinda Like It
Proseguiamo con un'altra uptempo elettronica che esplode poco la volta. Con "I Kinda Like It" si punta maggiormente sulla produzione e sull'orecchiabilità. Il tutto inizia con una chitarra acustica per poi diventare un vero e proprio tormento con un sound elettronico che è un misto tra i vari anni. Infatti ricorda a tratti il 2013 mescolato a elementi che sono decisamente più attuali. Questo pezzo, essendo rilasciato qualche tempo prima di "Arigato", può essere semplicemente definito come il capitolo precedente. Qui infatti Julie parla del nascere di un nuovo amore alternando parole semplici (come quelle che danno titolo al pezzo), insieme a similitudini più romantiche. Nonostante il suo successo commerciale sia stato esile, si può definire come il cavallo di battaglia nella discografia di questa artista.



Undressed
Concludiamo con una cover. Ho deciso di inserire questo brano per farvi avere una sfaccettatura diversa della voce di Julie. In collaborazione con la sua coetanea Astrid S (QUI il #NextGeneration dedicato a lei), la norvegese decise nel 2013 di incidere la cover di "Undressed", brano appartenente al cantautore svedese Kim Cesarion contenuta nel suo album di debutto ominimo. Le due artiste si armano di una semplice chitarra elettrica e iniziano a cantare sulle note di questo brano dando importanza solamente alla loro voce. Infatti non troviamo alcun altro strumento e beat elettronici che contraddistinguono le due.



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Aprile è stato un mese ricco di comeback e nuove canzoni rilasciate da molti artisti poco noti, che meriterebbero però di essere conosciuti. Uno di questi è la cantautrice di origini colombiane Kali Uchis, di cui ve ne parlerò in questo #NextGeneration.


Kali nasce nel 1933 in Colombia ma si trasferisce a 7 anni ad Alexandria (Virginia), già da piccola si interessa al mondo della musica e comincia a suonare il piano e il sassofono. Solo nel 2012 ne entra a far parte con il mixtape "Drunken Bubble" e, due anni dopo, la sua popolarità inizia a crescere grazie alla collaborazione con il rapper americano Snoop Dogg (nella canzone "On The Edge").
Il suo genere, che ricorda abbastanza Amy Winehouse, è l'R&B e il soul degli anni '60/'70 con influenze Doo-wop e Reggae. Il suo stile retrò, come anche il suo personaggio, è molto particolare ed è ispirato al suo paese nativo e alle culture dell'America latina.
Quest'anno uscirà il suo album di debutto, seguito da vari singoli e un EP davvero interessante intitolato "Por Vida", rilasciato lo scorso anno. Nell'EP troviamo produzioni firmate da artisti del calibro di Tyler, the Creator e Diplo. La cantautrice ha lavorato con questi due produttori anche al di fuori dalla sua discografia, infatti possiamo trovarla in "PERFECT" di Tyler e "Wave" dei Major Lazer, pezzo contenuto nell'ultima edizione del loro ultimo album "Peace Is The Mission". Di seguito vi proporrò 4 brani di Kali, buon ascolto!

ONLY GIRL
Vorrei iniziare a parlarvi dei brani di Kali proprio con l'ultimo singolo pubblicato lo scorso Aprile, ovvero "Only Girl". Il pezzo alternative-pop, che vede anche la partecipazione di Steve Lacy e Vince Staples, è stato prodotto da Kaytranada e rimane fedele allo stile dell'artista. Come spiegato in un'intervista, con questo singolo la cantautrice vuole far capire che non tutti meritano il nostro tempo, la gente ha bisogno di guadagnare la nostra fiducia e noi dobbiamo farglielo capire attraverso delle azioni. Le sue ispirazioni sono state l'amore finto, Edie Sedgewick, Nancy Sinatra and Calle 13. Il video musicale, rilasciato il 20 Aprile, racconta il concept del brano e possiamo vedere Steve Lacy che cerca il suo unico amore, ovvero Kali, ma non lo trova. L'artista è in lingerie bianca e il tutto ricorda molto la vecchia Hollywood.



RUSH
Uno dei singoli estratti dall'EP "Por Vida" è stato "Rush". L'EP è composto da 9 tracce ed è disponibile su iTunes dal 4 Febbraio 2015. Alla produzione di questo brano troviamo Kaytranada e BADBADNOTGOOD e possiamo ascoltare elementi retrò che rimandano agli anni '70. Qui la voce della cantautrice si adatta perfettamente alla base molto soft.
Per quanto riguarda il video, girato nel Grand Canyon e diretto dalla stessa artista insieme a WIISSA, Kali si è ispirata a Quentin Tarantino, alla libertà, alla rivoluzione, all'euforia, alla natura e all'unità.

"La mia speranza è che durante la visione di questo video potrete trovare un momento di pace in questo mondo pieno di immagini di violenza e di ingiustizia."



RIDIN' ROUND
Il terzo brano di cui vi vorrei parlare è la settima traccia dell'EP. Questa volta troviamo alla produzione Bunx, mentre si può trovare nel web anche un'altra versione prodotta da DJ DAHI. Questo pezzo è caratterizzato dalla voce soul della cantautrice unita ad elementi R&B e Reggae.
Con il video di "Ridin' Round" Kali torna alle sue origini e, come possiamo vedere, la Colombia e il suo relativo stile di vita sono i protagonisti. Hanno partecipato alla clip anche la famiglia e gli amici dell'artista, con lo scopo di far vedere come si vive realmente lì.



KNOW WHAT I WANT
Quarto ed ultimo pezzo di questo #NextGeneration, "Know What I Want" è il lead single di "Por Vida". Nonostante l'artista utilizzi sounds retrò, questo brano è abbastanza fresco e spensierato. Il testo racconta gli alti e bassi di una storia d'amore e parla del riuscire a capire le cose che veramente vogliamo, cercando di riconoscere noi stessi quando è il momento.
Come abbiamo visto nei video precedenti, il colore rosa è quello che prevale nella videografia della Uchis ed anche in questo è presente. Della direzione del video si è occupata la stessa cantante.



Cosa ne pensate di Kali Uchis e di questi 4 brani?
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Nuovo appuntamento della rubrica #NextGeneration e nuovo artista da scoprire.
Oggi vi voglio parlare di una cantautrice emergente pop/r&b che piano piano si sta facendo conoscere internazionalmente e che in futuro potrebbe raggiungere i piani alti del music-biz, cosa ormai non rara per la maggior parte degli artisti del nord-europa. Classe 1996 e proveniente dalla Norvegia, Astrid S, nome d'arte di Astrid Smeplass, ha pubblicato finora vari singoli e due EP, di cui una compilation di remix.


È stata definita da Nylon "The Norway’s Next Great Pop Export" ed il suo genere è l'electro-pop, l'indie e l'R&B. Ha debuttato nel 2013 dopo essere arrivata quinta nel talent norvegese Pop Idol con il singolo "Shattered", un brano pop-rock accompagnato dalla chitarra. Un anno dopo decide di rilasciare "2AM" con il relativo EP di remix, seguito dai singoli "Hyde" e "Paper Thin" nel 2015. L'artista ha realizzato anche diverse collaborazioni con vari DJ ed una in particolare con il cantautore canadese Shawn Mendes (inserita nel suo album "Handwritten"). Solo quest'anno, però, Astrid riesce a pubblicare il suo primo e vero EP di inediti omonimo, contenente 5 tracce.
Commercialmente il restante del 2016 ed il 2017 si prospettano essere per la cantautrice molto produttivi, infatti, dopo aver aperto il tour europeo di Troye Sivan, ad oggi conta quasi 8 milioni di ascoltatori su Spotify e più di 100 milioni di riproduzioni del singolo in collaborazione con Matoma "Running Out".
Di seguito potete scoprire 4 brani del suo repertorio, buon ascolto!

2AM
Il primo brano di cui vi voglio parlare è stato il primo singolo con lo stile attuale dell'artista. Rilasciato negli store nell'Ottobre del 2014 e successivamente in America nel 2015, è caratterizzato da un ritornello catchy che rimane facilmente in testa ("Two in the morning, I can't control it, Lost in the moment, I just can't get no sleep"). Questo pezzo è stato descritto come una "down-tempo jam senza un vero e proprio genere attribuibile" e contiene sounds elettronici con sfumature reggae nel chorus. Già da qui possiamo ascoltare le produzioni incredibili che danno un tocco in più alla voce di Astrid, rendendo il suo materiale fresco e particolare. Per quanto riguarda il testo, la cantautrice parla di una storia d'amore finita e di tutta la sua tristezza che le impedisce anche di dormire. Sono le due del mattino ed è sveglia, tutto è "congelato" e lei non lo può controllare.
Ecco il video ufficiale di "2AM" diretto da Jarand Breian Herdal:



PAPER THIN
"Paper Thin" è la prima traccia dell'EP omonimo dell'artista e già dai primi secondi possiamo notare la particolare produzione che accompagnerà la sua voce per tutto il brano. Nel pezzo, in cui troviamo sounds elettronici con sfumature dark, Astrid racconta dello stato vulnerabile di quando si è in un rapporto. È una sensazione felice ma nello stesso tempo terrificante, si farebbe di tutto per quella persona. Si mettono tutti i sentimenti sul tavolo e ci si sente, appunto, come un "pezzo di carta sottile".
È stato rilasciato anche un lyric video che potete vedere qui sotto:



HURTS SO GOOD
Rilasciato il 6 Maggio di quest'anno, questo brano è il secondo singolo estratto dall'EP. Con un ritornello ed un bridge abbastanza catchy, è stato prodotto da Mag e composto dall'hitmaker Julia Michaels insieme a Lindy Robbins, Tom Meredith e Marco Borrero. È inoltre l'unico pezzo di questo progetto che Astrid non ha scritto.
Il testo parla sempre di una relazione ma questa volta non è un rapporto semplice: la coppia continua a frequentarsi nonostante il ragazzo in questione abbia fatto capire che non vuole più stare con l'artista. Questo le fa male ma sente che ancora è rimasto qualcosa di "buono" in lui, perciò non sa cosa fare.
Il video ufficiale, con alcune panoramiche della Norvegia, è stato girato in Svezia e nella direzione troviamo Andreas Öhman.



JUMP
Arriviamo alla terza traccia dell'EP e all'ultimo pezzo di questo #NextGeneration. "Jump" inzia con dei versi "soft" per poi esplodere nel ritornello strumentale in cui l'artista sussurra e ripete il titolo. Sicuramente possiamo ascoltare un'ulteriore produzione particolare che in questo caso prevale per quasi tutta la durata del pezzo. La chiusura, invece, è caratterizzata dalla voce dolce di Astrid accompagnata da un piano.
Per quanto riguarda il significato, la cantautrice si trova in una situazione difficile ed esasperata, nessuno si preoccupa di lei e si sente sola. Nel chorus racconta tutta la sua indecisione e la voglia di buttarsi nel vuoto. Si chiede anche se qualcuno sia al corrente di cosa sta per fare, ha molte idee folli nella testa e non è in grado di fermarle.
Se vi ha colpito questa artista vi consiglio di ascoltare anche le due tracce restanti dell'EP, ovvero "Atic" e "I Don't Wanna Know".


 
Cosa ne pensate di Astrid S e quali brani avete preferito?
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Dopo aver parlato della rock band statunitense Hey Violet, questa volta nel nostro #NextGeneration parleremo di un'artista che merita assolutamente di essere conosciuta per la sua grande carriera musicale.


Maggie Eckford, attualmente conosciuta come Ruelle, è una cantautrice statunitense nata nello Stato del Mississipi. La sua carriera inizia nel 2010 sottoscrivendo un contratto con una label utilizzando il suo nome originale. In quegli anni il suo genere musicale è caratterizzato da un misto di rock e country, con qualche traccia prettamente acustiche. Pubblica ben due album: "What's Worth" per dare vita al suo debutto e successivamente "Show and Tell" due anni dopo, dove inizia a risaltare una certa maturazione artistica che approfondiremo con il suo nuovo materiale. Nel 2014 arriva per lei una nuova opportunità e pubblica infatti alcuni EP cambiando però il suo nome d'arte in Ruelle. Ascoltando questa nuova Maggie ci rendiamo subito conto del cambiamento che ha avuto entrando così al mondo alternative: si apre per lei un mondo più cupo; Una natura più drammatica la aiuta a farci conoscere meglio il suo nuovo stile decisamente più elettronico e allo stesso tempo più dark. Con questa nuova carriera musicale l'artista, come detto in precedenza, pubblica ben due Extended play, "Up In Flames" arriva nel 2015 ed è anticipato da un solo singolo, ovvero la title track pubblicata un anno prima. Mentre "Madness" è stato reso disponibile solamente lo scorso anno e mette in risalto tutto ciò che Maggie vuole dalla sua musica. In attesa di nuovo materiale approfondiamo meglio questa sua evoluzione in questo articolo.

Up In Flames
Iniziamo a scoprire la discografia di questa portentosa artista con la title track del suo EP. "Up In Flames" è il primo ed unico singolo estratto da questo progetto. Troviamo dal primo secondo una produzione prepotente e catchy che riesce a mettere in risalto la voce della cantautrice. Al contrario di altre sue tracce qui troviamo una struttura più classica senza un cambiamento radicale: dall'inizio alla fine possiamo ascoltare un'orchestra strumentale e delle batterie che riescono a rendere la l'atmosfera più cupa. Il tema principale è la forza di un rapporto. Ruelle ci descrive nel ritornello una situazione davvero drastica: "se tutto andasse in fiamme, noi saremmo gli ultimi a stare in piedi". Una traccia da non sottovalutare che riesce a trasmetterci molto sulla artisticità e sull'evoluzione di questa cantautrice che continueremo ad approfondire con il prossimo brano.



War Of Hearts
Entriamo in un mondo pieno d'amore e allo stesso tempo pieno di guerra di emozioni di vario genere che si scontrano tra di loro. "War Of Hearts" è una traccia formata da una produzione molto cinematografica, scura e decisamente orchestrale con vocals che rendono davvero il tutto entusiasmante: batterie prepotenti e grandi cambiamenti dinamici riescono a rendere l'idea di una situazione per nulla falice formata da alti e bassi. Parliamo infatti di una storia d'amore che sembrerebbe quasi impossibile. Uno dei due non riesce a fare a meno dell'altro trovandosi ogni notte nel buio invocandolo e aspettandolo con ansia facendosi così possedere da emozioni strazianti che, nei suoi pensieri, lo fanno sentire sbagliato. Forse ascoltando questo pezzo potrebbe sembrarvi conosciuto e non sarebbe per nulla scontato. Infatti gli amanti della serie TV statunitense Shadowhunters avranno sicuramente avuto occasione di ascoltarla (più precisamente nel dodicesimo episodio, ma non solo). È stata inserita anche in un altro prodotto del piccolo schermo firmato MTV, ovvero Teen Wolf. "War Of Hearts" è contenuti inoltre nel primo Ep di Maggie pubblicato il 9 dicembre 2014 sotto il nome di Ruelle.



Bad Dream
Nel mezzo della notte, qualcosa di molto comune, che sicuramente sarà capitato ad ognuno di noi, accende la vena artistica di Maggie a tal punto da spingerla a comporre una nuova canzone. Ascoltando "Bad Dream" ci accorgiamo sicuramente dell'atmosfera cupa che padroneggia in tutto il pezzo. Infatti Ruelle vuole farci entrare all'interno di un incubo e trasmetterci tutta la sua angoscia e brutti timori. Il tutto inizia con una frase che ci fa ben poco immaginare anche se abbastanza vaga: "Sento di star cadendo, Dentro un mondo. In un mondo, Che non posso controllare". Successivamente questa situazione viene descritta come una prigione che la congela e non le dà via di fuga, inoltre ci sono diverse richieste di soccorso che però non riescono a ricevere una risposta. Se questo "racconto" potrebbe sembrare abbastanza scontato, a darci ulteriori conferme sulla qualità di "Bad Dream" arriva il sound che riesce a rispecchiare appieno l'atmosfera. Con un'orchestra di violini ed una batteria molto prepotente, la giovane riesce a trasportarci in quel suo incubo da cui non riesce a liberarsi. Come alla precedente "War Of Hearts", anche questo brano è stato utilizzato nella serie tv Shadowhunters. A differenza da quanto si possa pensare con la precedente affermazione, qui cambiamo progetto discografico: siamo di fronte ad un pezzo contenuto nel suo ultimo progetto rilasciato "Madness" che continueremo a scoprire con la traccia successiva.



Game Of Survival
Concludiamo con "Game Of Survival". Questa è una nuova collaborazione con diverse serie TV: infatti la ritroviamo in due show della ABC, ovvero Quantico e Eyewitness. Al contrario delle tracce proposte precedentemente qui troviamo una predominanza assolututa della base che risulta davvero accattivante e, anche in questo caso, per nulla scontata. Infatti la particolarità che la contraddistingue è questa pausa strumentale che troviamo in quasi tutto il tempo di riproduzione escluso nel primo verso. Ad accompagnare questa vera e propria esplosione di percussioni è il coro formato dalla voce di Ruelle che non passa inosservato. Il testo è davvero molto semplice e gira attorno, da come si evince anche dal titolo, al gioco della sopravvivenza e ai ruoli in cui si divide. Infatti le domande sono "siamo cacciatori o siamo la preda" e la conferma è solamente una "Non c'è resa e non c'è fuga". In un mondo dove si vive o si perde, qual è il risultato finale di "Game Of Survival"?



Finiamo così questo nuovo #NextGeneration. Cosa ne pensate delle quattro tracce proposte e soprattutto qual è la vostra preferita? Ditecelo nei commenti!
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Benvenuti ad un nuovo appuntamento della nostra rubrica #NextGeneration alla scoperta di nuovi talenti prossimi a fare il grande passo nel panorama musicale.
Oggi è il turno di Kelsey Bryne, comunemente conosciuta sotto il nome di VÉRITÉ, giovane arista classe 1990, dall'inconfondibile stile Alternative e Indie Pop, ha all'attivo 3 EP, pubblicati tra il 2014 e il 2016, e quest'anno dovrebbe pubblicare il suo LP di debutto.



Cresciuta in Orange Country, contea di New York, sin da piccola si appassiona alla musica grazie al padre, musicista rock, ascoltando le note band come: The Cranberries, The Breeders, i Nirvana e i Green Day. A soli 8 anni inizia a cantare con il padre in giro per i locali di New York. Durante gli anni della adolescenza coltiva la sua passione della musica ascoltando musica punk e iniziando a scrivere alla ricerca di una vera e propria identità come artista.

La grande svolta arriva nel 2012, dopo il conseguimento della laurea alla Bachelor of Arts in composizione, quando inizia a collaborare con il produttore Elliot Jacobson. Grazie al suo contributo Kelsey sviluppa un nuovo sound su cui riusce ad identificarsi e che le permette di dare alla luce il suo primo sforzo discografico, l'EP "Echo".
La prima canzone che scrive questo EP, pubblicato nel 2014, e nella quale rappresenta al meglio sé stessa è "Heartbeat", mid-tempo dal mood molto energico che parla di una situazione sentimentale che sta sul punto di fallire. L'esasperazione le spinge di chiedere al suo parter se anche lui sta provando questo dolore. Ma purtroppo a lui non gline importa, e quindi lo lascia.
La traccia viene pubblicata come terzo singolo dall'EP e consente all'artista a farsi conoscere sul Web


Dopo aver ricevuto molto consensi positivi per "Echo" a un solo anno di distanza pubblica "Sentiment" il suo secondo EP. Il primo singolo a far da supporto è la malinconica e pulsante "Wasteland", brano che descrive a pieno uno stato d'animo, talmente oppresso da assere paragonato a una terra desolata. La produzione è alquanto interessante poiché vediamo fondere lo stile punk (musica con la quale è legata all'infanzia) con quello electro, mentre la sua voce risuona ricca e celestiale  La giornalista Sean Moller di Paste Magazine ha notato in questa traccia qualche reminiscenza della nota Lana Del Rey.


Il suo ultimo EP risale proprio allo scorso anno, precisamente nove mesi fa ed è chiamato "Living".
La scrittura di questo progetto è iniziata appena dopo la conclusione del suo primo tour, con lo scopo di migliorare se stessa dal punto di vista creativo. Il risultato è stato quello di proporre qualcosa di nuovo che non aveva mai creato prima, una down-tempo R&B, chiamata appunto "Living". VÉRITÉ lo ha definito come un brano che non ha bisogno di spiegazioni perché manifesta tutte le imperfezioni che ha qualsiasi essere umano durante una relazione sentimentale.


Siamo arrivati ai giorni nostri, finalmente dopo tre 3 EP pubblicati negli ultimi 3 anni, quest'anno ha deciso di pubblicare il suo album di debutto per potersi affermare nel panorama musicale. Il primo singolo estratto dall'album è stato rilasciato recentemente e s'intitola "Phase Me Out", traccia dall'inconfondibile stile indie-pop che mette a pieno risalto le sue doti canore.

Il pezzo è stato descritto da lei stessa durante un'intervista con Entertaiment Weekly con queste parole:

" Volevo lanciare qualcosa che fosse veramente audace e d'impatto, "Phase Me Out" è innegabilmente la conferma di ciò, riesce a distaccarsi dai suoni più aggressivi dell'album per poi avvicinarsi a quelli più sentimentali e vivaci."



Con questo ultimo pezzo, si conclude la nostra rubrica, mi auguro che abbiate trovato questa opportunità di fare la sua conoscenza abbastanza gradevole e che sia riuscito nel mio piccolo a farvela conoscere al meglio. Se la conoscevate di già, allora non esitate a esprimere qualche vostro parere riguardo alla sua discografica, in particolare se c'è qualche altro pezzo che merita di essere conosciuto. Prima di lasciarvi sarei propenso a chiedervi che cosa vi aspettare dal suo primo LP. Salutiamo e ringraziamo tutti i nostri lettori, a presto con una nuova rubrica!

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Nella rubrica #NextGeneration di questa settimana vorrei parlarvi di Zella Day, una cantautrice americana. Lo scorso 29 Giugno è uscito il suo secondo album "Kicker", anche se viene considerato il suo debutto. Nel 2009 rilasciò "Powered By Love", tramite la propria label, con brani pop folk.
"Kicker" è stato rilasciato tramite la Hollywood Records e, rispetto al precedente album, Zella ha cambiato genere, ovvero l'indie-pop, e si è evoluta. I suoi testi sono molto positivi, tanto da essere definita una "Lana Del Rey più felice", anche se non mancano delle canzoni malinconiche. Le sue maggiori ispirazioni sono Bob Dylan e i Beatles.
I sounds che troviamo nell'album sono electro-pop con elementi folk e classici.
Zella, attraverso le canzoni, vuole mostrare i lati diversi di lei come artista e, tramite un'intervista, ha spiegato che il nome "Kicker" deriva dal nome dell'uomo che si occupava dei cavalli nel ranch di suo padre. La cantautrice aveva solo sei anni e Kicker ogni giorno le raccontava della sua cultura, ovvero quella dell'area sud occidentale dell'America Settentrionale. Questa cultura è stata una delle ispirazioni di Zella per l'album, insieme alle montagne dell'Arizona, i film Western e i cowboys.
Di seguito vi parlerò di 3 canzoni che sono contenute in "Kicker".


Hypnotic 

"Hypnotic" è il primo singolo estratto dall'album ed è stato rilasciato a Settembre del 2014 insieme all'EP "Zella Day". E' molto catchy ed ha un sound ipnotico che rende la traccia piacevole da ascoltare. Nel brano troviamo anche influenze folk e occidentali, unite al sound indie pop.
Il testo parla dell'attrazione di Zella verso il suo ragazzo e la definisce come un'ipnosi. Quando sta con lui si sente come volare e parlare nel sonno, e non vuole tornare nella realtà perchè questo la fa sentire bene.
Il video ufficiale del brano è stato rilasciato lo scorso 27 Febbraio e si possono trovare molti elementi che appartengono alla cultura dell'Arizona, ovvero il suo paese. Il video inizia con Zella dentro una macchina che improvvisamente si rompe. Davanti a lei trova un ragazzo che cavalca un cavallo bianco e resta ipnotizzata da lui. Da qui, infatti, inizia l'ipnosi della cantante e vengono mostrati i momenti che passano insieme i due fidanzati.

"You do it to me so well
Hypnotic takin' over me
Make me feel like someone else
You got me talkin' in my sleep"

         

Sweet Ophelia

Un altro brano che è contenuto sia nell'EP che nell'album è "Sweet Ophelia". E' una delle ballad più profonde di "Kicker", con un ritornello "esplosivo".
E' stato il primo singolo ufficiale della cantautrice, rilasciato nell'Aprile del 2014. Questa traccia è stata accompagnata anche dalla b-side "1965", che vi consiglio di ascoltare.
Solo dal titolo possiamo capire che Zella si è ispirata al personaggio della celebre opera di Shakespeare "Amleto", ovvero Ofelia. Il tema di questo brano è l'innocenza perduta della protagonista, lei è troppo piccola e innocente per soffrire e risolvere i problemi che si presenteranno in futuro. Tutto questo è stato causato da un ragazzo che potrebbe essere Jerome, a cui è dedicata la prima traccia dell'album.

"Sweet Ophelia,
When your blood escapes
Vows that break,
Go up, up away"

          

Ace Of Hearts

"Ace Of Hearts" è la terza traccia dell'album ed è stata scritta da Zella e Xandy Barry. In questa ballad si nota da subito un'ottima produzione, caratterizzata da un sound electro-pop e synth molto interessante.
Ancora una volta Zella vuole trasmettere le sue emozioni e racconta che è innamorata di un ragazzo ma non è convinta. La cantautrice ha la sensazione che sta rinunciando a qualcosa che ama troppo e si è persa nella "corsa". Vorrebbe fuggire via insieme al suo "asso di cuori", ma si sente a pezzi quando cerca di aprirsi con lui.

"Ever since you've been my ace of hearts
Hit me like a freight train in the dark
Come on baby take me far away
I wanna get so lost in the great escape"

           

Cosa ne pensate dello stile di Zella? Secondo voi sentiremo parlare di lei in futuro?
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Dopo aver parlato dei Monakr molto tempo fa grazie alla nostra rubrica #NextGeneration, è arrivato il tanto atteso momento di ascoltare nuovo materiale. Infatti dopo aver pubblicato due singoli, è stato finalmente reso disponibile il primo EP della band che ha preso il nome di "Calling Out". Vi ricordo che questa band era nata con lo scopo di scoprire "il lato più oscuro della musica".
In generale questo progetto è caratterizzato da sound classici, mescolati con elementi elettronici più attuali. Lo stile ricorda vagamente quello delle storiche rock band mescolati ad altri genere come il synth pop ed electro. Questo Extended Play, rilasciato solamente alcuni giorni fa, ovvero il 5 Febbraio, è formato da "solamente" 5 tracce che approfondiscono il vero stile di questa band apparentemente sconosciuta. Approfondiamo maggiormente sul loro conto analizzando questo progetto con una recensione track by track.


Diamond
Partiamo subito con il singolo di debutto che ha ufficialmente permesso l'entrata di questa band nel music biz. Il pezzo risale agli inizi dello scorso anno ed è stato reso disponibile in tutti gli store musicali e servizi streaming. Qui, al contrario degli altri brani, troviamo molti elementi elettronici che però sembrano abbastanza datati. Inoltre il genere prevalente di questo brano è un misto tra synth pop e R&B.



History
Sicuramente non è uno dei pezzi migliori contenuti in questo progetto, ma "History" rimane quello con la produzione più curata e accattivante. Il brano infatti è caratterizzato da un sound fresco e pieno di elementi elettronici che la band non fa mai mancare.
Appena inizia l'audio possiamo ci accorgiamo che la melodia è tutta un crescendo. Infatti nei versi troviamo una batteria abbastanza proponente, mentre quando arriva il chorus, il tutto espolde dando spazio a elementi elettronici che accompagnano la voce dell'artista.



Wraith
Arriviamo alla traccia numero tre della tracklist di questo extended play. Se siete amanti del classico rock non potrete che non amare questa traccia: la base presenta moltissimi elementi che potrebbero essere definiti "datati" che vengono nuovamente mescolati con quelli più contemporanei. La voce del frontman rafforza ulteriormente ciò la precedente affermazione. Questa è sicuramente una delle tracce più rock dell'album mka non solo. Grazie alle qulità sovradescritte, potrebbe tranquillamente essere una delle migliori, chissa se sarà inserita in un eventuale studio album da parte della band?



Resurrection
Il punto più alto lo raggiungiamo grazie a "Resurrection", la traccia più strumentale dell'intero progetto. Oltre a trovare una base abbastanza catchy, è sicuramente il brano con maggiori elementi elettronici e synth. Anche il modo di cantare qui ha un forte cambiamento: nonostante l'estensione vocale non troppo estesa dell'artista, il timbro viene valorizzato. C'è anche da aggiungere che è l'unico brano avente parti cantate e strumentali ben distinte. Dopo il primo verso infatti, c'è uno stacco completamente strumentale dove possiamo ascoltare la base accompagnata solamente da dei cori, ciò riaccade solamente dopo ogni chorus. Il pezzo è dotato anche di un bridge che stacca il beat molto prepotente. A mio parere una delle tracce migliori.



Calling Out
Il progetto si conclude con il secondo singolo estratto e title track. "Calling Out" è stata rilasciata lo scorso anno per anticipare l'omonimo EP (inoltre abbiamo avuto modo di scoprirla nel nostro #NextGeneration) richiamando un pò di attenzione mediatica. Anche qui troviamo un misto tra synth pop e rock con alcuni elementi R&B. Il testo dice che l'artista vuole prendersi una pausa per riflettere sui suoi errori dimenticando il suo passato e vuole ricominciare tutto dall'inizio come se nulla fosse accaduto.
Per supportare ulteriormente il brano, la band ha deciso di rilasciare un live ufficiale sul suo canale YouTube il 25 settembre 2015. Grazie ad esso possiamo anche vedere la carica che ha la band sul palcoscenico, non affatto male.



In conclusione possiamo dire che questo progetto non ha deluso assolutamente le aspettative: i sound sono interessati, le tracce sono di ottima fattura e molto scorrevoli. Il timbro particolare del cantante dona qualcosa in più al tutto. Certamente non è un lavoro perfetto e anche abbastanza breve (essendo solamente un EP), ma nonostante ciò l'ascolto risulta davvero piacvole e per nulla scontato.
Lo scopo iniziale era quello di sperimentare il lato oscuro della musica proponendo sound interessanti e freschi. Dopo aver ascoltato l'intero progetto la domanda rimane: "Sono davvero riusciti ad esaudire le promesse proposte?" Voi cosa ne dite?


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Valutazione concordata dallo Staff di BOOKLET:

70/100

Vi ricordiamo che potete scriverci seguendo le indicazioni qui riportate
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Ben ritrovati alla nostra rubrica settimanale #NextGeneration ideata per farvi conoscere nuovi artisti o poco conosciuti che potrebbero avere un futuro nel musicbiz.
Questa settimana ho scelto per voi due cantautrici Bean, Phoebe Ryan e il cantautore e produttore SIVIK.



Bean
Vorrei iniziare parlandovi di Noelle Bean, meglio conosciuta soltanto come Bean.
Nata nel il 26 agosto del 1991 e cresciuta a Nashville, questa cantautrice attraverso le sue canzoni invita i suoi fan a vivere le gioie, dolori e sogni che ognuno di essi sta vivendo.
La sua carriera inizia con il singolo “Cops ans Robbers” contenuto nel suo primo EP “Rollercoaster” uscito il 17 giugno 2014.
Il suo genere è il pop con un'atmosfera retrò simile a quella degli anni '50 e '60 ed è capace di incantare il pubblico con la sua voce.
In questo ultimo periodo Bean ha rilasciato un nuovo singolo indie pop intitolato “Wildfire” che risulta essere un inno per tutti coloro che ancora sono incerti su cosa fare nella vita.
Inoltre documenta anche il viaggio fatto dall’artista per trovare, musicalmente, se stessa e ciò lo rende così un testo autobiografico.


SIVIK
Continuiamo con un artista di cui si sa davvero poco a tal punto che anche il suo volto è sconosciuto a tutti, se non al suo team.
SIVIK è un cantautore di Los Angeles amante del Synth-pop che ha composto brani per artisti come Adam Lambert e Hot Chelle Rae e che ora si appresta a rilasciare il suo primo album da solista con data di rilascio ancora indefinita.
Ad annunciarlo è stato sicuramente il suo debut single “High” rilasciato il 1° Aprile sulla piattaforma Spotify, ma anche sul suo canale Soundcloud.
L’artista spiega in un'intervista che questa traccia Synth-pop con influenze electro parla dell’attrazione e della lussuria che si ha quando incontri una persona che ti interessa per la prima volta, inoltre risulta essere davvero orecchiabile nonostante i sounds più particolari e ricercati rispetto al classico pop.



Vi propongo anche il suo secondo singolo “U Got”, brano che si avvicina di più al pop tradizionale con varie influenze, rilasciato il 15 aprile; il suo significato è legato al brano precedente in quanto è il seguito della stessa storia.
Il testo parla dunque dell’amore tra due persone e del loro stare bene insieme, ma nello stesso tempo, rappresenta un lato vulnerabile dell’uomo: il desiderio.


“Because what U got gives me a feeling I never want to stop
Because what U got, over and over, your love is all I want
What U got!”


Brani consigliati: "Everything"

Phoebe Ryan
Vorrei concludere proponendovi Phoebe Ryan, una cantautrice ventiquattrenne cresciuta a Sea Bright e attualmente residente a Los Angeles che, personalmente, trovo molto talentuosa grazie anche a sound molto ricercati.
La sua carriera inizia grazie a "Ignition/Do You",un mash-up geniale che unisce il pop a due brani R&B di R.Kelly e Miguel, per poi rilasciare  il singolo "Mine", un brano pop molto particolare scritto dalla stessa nel Giugno del 2013, con un sound "raffinato" e accompagnato dalla sua splendida voce.
Il testo parla di una storia giunta al suo termine e l'artista cerca di ricomporre il suo cuore spezzato e di andare avanti senza dimenticare che questa esperienza continuerà far parte di lei.


Vorrei invitarvi ad ascoltare anche il suo primo lavoro discografico, intitolato "Mine EP", che trovo davvero ottimo e nonostante  ci siano solo cinque tracce, è abbastanza variegato ed è caratterizzato sempre da beat ricercati.

                                       

Cosa ne pensate di questi artisti e quale vi ha interessato di più? Uno di loro riuscirà a costruirsi una carriera in futuro?
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Bentornati nella nostra rubrica settimanale #NextGeneration in grado di farvi conoscere nuovi artisti o quelli poco conosciuti. Questa settimana vorrei parlarvi di un artista davvero interessante, ovvero Laurel Arnell-Cullen, più semplicemente nota come Laurel. 




Questa artista è una ragazza ventenne nata a Sarisbury Green (Londra) in grado di riportarci all'infanzia grazie ai suoi sound molto particolari.
La sua carriera inizia nel 2014 grazie al singolo "Fire Breather" con cui riscuote poca notorietà, successivamente pubblica il suo primo EP "To The Hills" che non riscosse grandissimo successo, ma ha permesso alla cantautrice di crearsi una sua carriera.
Alcuni mesi dopo, più precisamente 15 dicembre, decide di pubblicare il suo secondo EP intitolato "Holy Water".
Iniziamo questo viaggio alla scoperta di un'artista che potrebbe nel fututro avere un posto nel mondo musicale.

To The Hills

Ho deciso di proporvi il suo brano di maggior successo, "To The Hills", contenuto nell omonimo EP.
Questa traccia ha come genere prevalente l'alternative pop ed è stata prodotta e scritta dalla stessa Laurel. Per questo motivo entriamo completamente nel mondo di questa artista grazie ai sound vivaci e lussureggianti, e un'atmosfera romantica, che la rappresentano.
Il testo racconta una storia d'amore vissuta da lei, paragonandola ad un viaggio che va dalle colline alla spiaggia, dove c'è un relitto che simboleggia la fine di questa avventura.
Il brano è dotato anche di un video musicale diretto da Ben Newbury dove si comprende che questa storia ha lasciato nell'artista dei ricordi che deve rimuovere.



Blue Blood

Laurel sta per tornare con un nuovo EP che sarà rilasciato entro fine anno, e da questo progetto, ha estratto come primo singolo "Blue Blood".
Il genere prevalente in questo brani è l'indie pop ed è caratterizzato dalla presenza di violini e della voce ammaliante dell'artista.
In un'intervista, Laurel ha rivelato che questo pezzo è stato scritto alcuni anni fa per poi pubblicare una cover sul suo canale Soundcloud. Inoltre, per la produzione, è stata aiutata da Dani Castelar.
Il testo è di difficile comprensione e racconta la storia di due giovani ragazzi costretti a stare insieme non per amore, bensì perché entrambi hanno il "sangue blu" che dà anche il titolo a questo pezzo.



Vorrei concludere invitandovi ad ascoltare altri suoi brani come "Shells" e "I Forget".
Cosa ne pensate di questa artista? Riuscirà ad affermarsi nel musicbiz?
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Bentornati in una nuova settimana della nostra rubrica settimanale #NextGeneration in grado di farmi conoscere nuovi artisti o poco noti.
Dopo essere entrati nell' Arizona di Zella Day ci catapultiamo nel mondo della dance e dell' electropop con un'artista che è tornata da poco con un nuovo progetto discografico e in attesa di nuova musica vorrei presentarvela.
Martine Johnson, meglio nota come Mia Martina, è una cantante canadese proveniente da Saint-Ignace nota soprattutto per la cover di "Stereo Love" di Edward Maya e Vika Jigulina riusciendo ad entrare nella top10 della classifica singoli canadese e per "Latin Moon". Grazie a quest'ultimo album ricevette una nomination ai Canadian Radio Music Awards nella categoria dance.



Mia Martina ha già pubblicato il suo primo studio album "Devotion" nel 2012 tramite la CP Records, Universal Music Canada e riuscì a peakare alla posizione numero 77 della Billboard 200 Canadese e un secondo uscito in Russia e Giappone.
Per approfondire la conoscenza su questa artista ho scelto per voi tre suoi brani.

"Burning" contenuto in "Devotion"

Iniziamo con un brano contenuto nel suo album di debutto ed estratto come terzo singolo il 17 gennaio 2012 riuscendo ad entrare nella top 30 della Billboard Hot 100 canadese. "Burning" è stata co-scritta dalla stessa Mia insieme a Ovidiu Bistriceanu che ne è anche il produttore.
Il brano è di genere prevalentemente dance ed è caratterizzato dalla presenza di alcune sassofoni, oltre ad essere molto radiofonico, si presenta anche abbastanza catchy.
Purtroppo il testo si rivela abbastanza banale, ma questo non compromette l'ascolto della traccia. Parla dell' amore che prova l'artista verso un uomo dicendo che brucia come il fuoco per poi paragonarlo ad una droga per lei.
Questo brano è stato accompagnato anche da un video ufficiale diretto da marc andré debruyne.



"Heartbreaker" contenuto in "Mia Martina"

Continuiamo con il primo singolo estratto dal suo secondo studio album "Mia Martina". Questo nuovo progetto, secondo quanto detto dall' artista, sarebbe più personale del precedente in quanto contiene alcuni fatti della sua vita reale e parla di alcune esperienze vissute in prima persona.
La label ha previsto per questo progetto tre date di uscita differenti: in Russia e in Giappone negli ultimi mesi del 2014, mentre in Canada nel 2015.
"Heartbreaker", scritta dalla stessa insieme a Adam Alexander e prodotta da Ryan Kowarsky Daniel Kowarsky David Knecht, è riuscita ad entrare nella posizione numero 44 della Billboard Hot 100 canadese.
Il genere prevalente del brano è l'electropop con molte sfumature di dance. Nel testo lei si paragona ad una conquistatrice di cuori dicendo che ogni uomo che la incontra si innamora di lei e che sa cosa esattamente cosa vuole da lei.



"Beast" contenuto in "Mia Martina"

Concludo con l'ultimo singolo estratto dal suo ultimo progetto discografico. Il brano è intitolato "Beast" e prevede la collaborazione del rapper americano Waka Flocka Flame. Mia Martina riesce ad entrare top 40 della classifica singoli canadese, più precisamente alla posizione numero 39, inoltre grazie a questa traccia è stata nominata ai Much Music Video Awards della categoria Dance Video of the Year.
Qui vediamo un altro lato di questa artista, infatti con "Beast", scritta da lei stessa insieme a Breyan Isaac Juaquin Malphurs, si è cimentata in sound più electro con influene urban.


Cosa ne pensate di questa artista?
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Tre ragazze che ultimamente si stanno facendo conoscere sono le M.O, girl band britannica che ha all'attivo due extended play rilasciati entrambi lo scorso anno tramite l'Operator Records. I membri sono Annie Ashcroft, Frankee Connolly e Nadine Samuels e il loro genere musicale è il classico pop elettronico che troviamo in vetta a tutte le classifiche, ma anche l' R&B, grande fonte di ispirazione per loro.


Inizialmente questo trio aveva intenzione di buttarsi sui sound della old school degli anni novanta prendendo ispirazione dalle TLC, JLo e Aaliyah, ma successivamente hanno deciso di prendere un proprio stile, che rispecchia le loro origini, ovvero quelle inglesi. La loro carriera inizia nel 2012 rilasciando sul loro canale Youtube un remix dell'ormai storico brano di Brandy e Monica "The Boy Is Mine" raggiungendo una certa notorietà. Successivamente, grazie al sostigno di grandi star internazionali come Ed Sheeran, hanno rilasciato il singolo "Wait Your Turn". Due anni dopo hanno annunciato il pezzo che apre la loro carriera sotto contratto, ovvero "For A Minute". Attualmente la band ha guadagnato una top 20 nel mercato inglese con "Who Do You Think Of?" e sta avendo discreti risultati con l'ultimo pezzo "Not In Love". Iniziamo a scoprire la loro carriera attraverso questo nuovo appuntamento della nostra ubrica settimanale #NextGeneration.

Not In Love
Iniziamo subito con il loro ultimo pezzo estratto. "Not In Love" è un pezzo pop elettronico rilasciato il 9 Dicembre dello scorso anno nel mercato inglese. Le performance in classifica non sono altissime, ma neanche da gettare via. Al momento il pezzo ha avuto il peak alla #42 in UK, #24 in Scozia e #77 In Irlanda. La base è molto catchy e le tre ragazze riescono a dividersi molto bene i ruoli. In questa traccia, scritta da Henrik Michelsen, Rachel Keen ed Edvard Erfjord, si parla di un rapporto chiuso e della fine di un amore, deducibile anche dal ritornello e dal titolo. Il pezzo vede la partecipazione del rapper americano Kent Jones che si occupa del bridge. Su Youtube possiamo trovare anche il video musicale rilasciato sul loro canale il 5 Marzo 2017, diretto da Charlotte Rutherford e Kate Moross.



Who Do You Think Of?
Proseguiamo con la loro hit pù famosa ed il singolo che è riuscito a fare conoscerle maggiormente nella loro nazione. Anche "Who Do You Think Of?" è una uptempo caratterizzata da un sound pop, tropical house ed uno strumental che entra subito in testa. La traccia è stata scritta dalle stesse artiste insieme a Unger Hamilton e Fred Gibson, che ne è anche il produttore. Il pezzo inizia subito con le sonorità che caratterizzeranno il pre-chorus, mentre i versi non hanno una base molto invasiva, dando importanza soprattutto alla voce delle tre ragazze. Per quanto riguarda il ritornello è forse la parte che rende meno, dove però possiamo ascoltare sia Annie, Frankee che Nadine. È stato anche rivelato che il testo dell'intro deriva da "Lonely Girl" di Bascom X, brano con cui le ragazze sono cresciute.



Preach
Conclusiamo questa rubrica con "Preach", uno dei pezzi che insieme a "Wait Your Turn" rappresenta le origini e le idee base su cui la band è nata. Il suo rilascio risale al 24 Aprile 2015, mentre il video musicale, diretto anch'esso da Kate Moross, era già stato pubblicato il mese precedente. Il sound che rappresenta questa traccia è diverso rispetto alle precedenti e risulta essere più R&B misto al pop, in pieno stile JLo deglia anni novanta. Con questa canzone le ragazze raccontano una storia d'amore di cui non sono soddisfatte. Infatti dicono di non sentire l'amore del loro ragazzo e neanche un certo feeling che ogni coppia dovrebbe avere. Anche qui nella composizione ritroviamo il noome delle tre ragazze insieme a quello di Fred Gibson e Joel Compass, mentre la produzione è firmata Starsmith, noto per aver collaborato con Ellie Goulding, Kylie Minogue e Jess Glynne.


Cosa ne pensate di questa band e di questi tre brani?
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Benvenuti nella nostra rubrica settimanale #NextGeneration, che ha lo scopo di farvi scoprire nuovi artisti. Questa settimana vogliamo parlarvi di due cantautori, XOV e Ivy Levan, e una band, i Monakr.



XOV

XOV è un cantautore svedese, il suo genere è pop ed electro R&B; lo scorso Gennaio è uscito il suo primo EP "Lucifer". Attualmente sta lavorando con Max Martin e il 10 Luglio rilascerà il suo album di debutto "Wild".
Molti lo definiscono un misto di Lorde, Robyn e The Weeknd, con uno stile innovativo.
E' stato scoperto proprio dalla stessa Lorde, che un giorno lo contattò su twitter e colpita dalle sue canzoni, decise di inserire un suo pezzo, "Animal", nella colonna sonora di "Hunger Games: Il Canto Della Rivolta - parte 1".
Oggi ho scelto la canzone "Lucifer", contenuta nell'omonimo EP, che vi consiglio di ascoltare.
E' un pezzo autobiografico in cui XOV ha voluto raccontare di quanto sia stata dura la sua vita e di come è stato educato da piccolo. Si pente del suo passato, spiegando che il male è entrato dentro di lui ma ora non c'è più. 

"Once upon a time, I was a fool
To cool for school, gangster cruel
Blood in, blood out, pull the trigger, no doubt
Lucky motherfucker, you don’t know what I’d do to you
I used to kick it with Lucifer
And he still lingers in the dark
Oh, oh Lucifer
You better watch out"

        

Ivy Levan

Cambiamo completamente genere con Ivy Levan, un'artista americana.
Il 7 Agosto uscirà il suo album di debutto "No Good", preceduto dai singoli "Biscuit" e "27 Club" in collaborazione con Diplo. Il suo genere è swamp pop con influenze punk rock.
Oggi ho scelto di parlavi di "Biscuit", primo singolo estratto da "No Good". Pezzo che ricorda la Christina Aguilera dei tempi di "Not Myself Tonight" e Lady Gaga, è un brano pop catchy.
Il testo, scritto da Ivy, Lucas Banker, Patrick Nissley e William Pounds, è molto simpatico. Ivy usa un eufemismo ed è rivolta ad un ragazzo, ripete che è stata un'occasione persa per lui quando gli ha detto di baciare, ironicamente, il suo "biscotto". Su twitter ha specificato che "Kiss My Biscuit" può stare per "Kiss My A**", anche se molti sostengono che si tratti di un'altra parte.

         

Vi vorrei consigliare anche di ascoltare il suo primo EP "Introducing the Dame", uscito a Giugno del 2013. Il genere di queste 4 tracce è neo-soul e swamp, che ricorda gli anni '50 con un ritmo però contemporaneo.
Ivy ha spiegato che ha realizzato questo EP non per mandare un messaggio preciso, ma solo per raccontare la sua storia.
Di seguito lo potete ascoltare:

                                       

Monakr

Concludiamo questa rubrica con i Monakr, un nuovo gruppo formato da membri di varie band, ovvero: Hey Champ (Samm Hagshenas e Jonathan Marks), Gemini Club (Daniel Brunelle) e il cantautore Matteo Santos.
Questo nuovo progetto promette di esplorare un "lato più profondo e oscuro" della musica attraverso l'R&B e varie influenze tra cui rock, electro e pop.
Il brano che vorrei proporvi è intitolato "Calling Out", ovvero il secondo singolo estratto, dopo "Diamond", che anticipa il loro EP con uscita prevista inizialmente per il 16 giugno, ma posticipata.
Il genere prevalente della traccia è il pop con influenze electro e rock.
Il testo dice che l'artista vuole prendersi una pausa per riflettere sui suoi errori dimenticando il suo passato e vuole ricominciare tutto dall'inizio come se nulla fosse accaduto.
(Altri brani consigliati: "Diamond")

         

Cosa ne pensate di questi artisti?


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Oggi grazie alla nostra rubrica settimanale del lunedì #NextGeneration andiamo alla scoperta di Chelsea Lankes, cantante, autrice e musicista statunitense di origini texane (Nashville), molto riconosciuta per il suo timbro vocale sottile e raffinato paragonato spesso dai critici a quello di un canto di una sirena.
La carriera di questa artista inizia già alla tenera età di 5 soli anni, da quel momento in poi non si è più fermata e ha continuato caparbiamente a seguire il suo sogno.
Chelsea decide di proporre il Dream Pop, genere ben poco conosciuto nella sua città natale, dove andava più di moda il country e il folk e non riuscendo a farsi notare decise di far la valige e di trasferirsi in California a Los Angeles nella speranza di ottenere un contratto discografico.
Finalmente il sogno si avvera, nel 2013 firma un contratto discografico e rilascia il suo singolo di debutto intitolato "Ghost", l'artista texana ha descritto il pezzo cosi:

"Ghost è una di quelle canzoni che ti colgono di sorpresa, sapevo che era speciale il giorno in cui l'avevo scritta. Speri sempre che una canzone riesca risuonare con ciò che ascolti e Ghost quello lo ha appena fatto, non potrei essere più felice di cosi"

Ghost in men che non si dica riesce a attirare l'attenzione del web raggiungendo in brevissimo tempo più di 400 mila ascolti solamente con l'uso del suo profilo SoundCloud.
Ciò diede l'input di rilasciare il video musicale l'anno seguente. Il videoclip da un elegante stile in bianco e nero, diretto da Alex Beh e girato nelle spiagge di Malibù, California, vediamo la cantante passeggiare e lamentarsi del suo amore perduto:


In prossimità del rilascio del suo primo EP, l'artista nell'estate del 2014 pubblica un altro singolo, "Secret", decisamente molto differente dal suo precedessore perché è caratterizzato da un ritmo intenso che lo rende decisamente una up-tempo. La voce vellutata di Chelsea esulta in un'incantevole storia d'amore: "Ogni volta che mi tiri più vicino, come se io non volessi lasciar perdere, tra me e te il secreto da mantenere sei tu". È sinceramente una ode onesta ma allo stesso tempo catchy che mostra il lato più pop della cantante.
Il video musicale, diretto da Chuck Davis Willis, mostra la Lankes in una camera da letto flirtare con il suo fidanzato:


Chiudiamo in bellezza questa rubrica presentandovi "Down For Whatever", suo ultimo singolo risalente al mese di gennaio di quest'anno. Nella canzone l'artista di Los Angeles miscela senza problemi e deliziosamente musica pop con sonorità elettroniche immortalando il sound della gioventù moderna e l'insaziabile desiderio di vivere il momento. La voce di Chelsea incorpora la spirito ribelle del 2015 in questa melodia nuova e tagliente.
Il pezzo è stato presentato in esclusiva su DIY Magazine il 19 gennaio ed è stato rilasciato il 2 marzo in formato vienile in una edizione limitata contenente al suo interno una bonus track "Too Young To Fall In Love".


Che ne pensate di questa nuova artista e del suo materiale proposto? È stato un piacere conoscerla?
La nostra rubrica prosegue la settimana prossima, non mancate!
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In questo nuovo appuntamento dei #NextGeneration voglio presentarvi un duo originario di Los Angeles che sta impressionando critica e pubblico con un solo Ep all'attivo. Si chiama THEY. e si compone di Drew Love, cantante, e Dante Jones, produttore. La critica ha parlato di questi due ragazzi come un misto di Kanye West, Drake e Kurt Cobain e con i brani che seguono potremo presto capire perchè.




Motley Crue 



Partiamo subito con il primo brano dal loro Ep, "Nü Religion". Per chi conosce il rock, avrà capito il riferimento alla band metal anni '80. In effetti. questo brano, che inizia con la chitarra, fa vari riferimenti alla band di Sunset Boulevard, si rivela presto un brano R&B / hip-hop che mostra tutta la versatilità di Drew e Dante. Senza dimenticare che, anche i THEY. vorrebbero portare una ventata di rivoluzione ed innovazione, come fecero i Motley Crüe, "padrini" del Glam metal.

Back It Up



Scegliendo ancora un'altra traccia dal quell'Ep, andiamo a "Back It Up". Dopo il mix con il rock è tempo di R&B elettronico. Questo brano, come potete sentire, sembra un misto tra Drake, The Weeknd e Kanye West, e Drew Love ammette di volere essere il collegamento mancante tra The Weeknd e i Vampire Weekend. Ma qualunque paragone si voglia provare, non si può negare originalità in questa traccia.

Say When




In preparazione al loro album di debutto, i They. si sono fatti conoscere, oltre che per la collaborazione in "Working For It" con ZHU e Skrillex , anche per questa "Say When". E' più hip-hop e con qualche sfumatura trap, ma con un testo di tutto rispetto. Nella descrizione del post su Instagram  scrivono: "molti neri hanno fatto canzoni su quello che la polizia ed il sistema giudiziario hanno fatto alla gente, ma tutti sappiamo che niente cambia. Possiamo discuterne e portarlo alla conoscenza tutti i giorni, ma alla fine la vita si fa con le azioni. Mi dispiace, ma sono più Malcom che Martin".

U-RITE 



Concludiamo con il primo singolo dal loro album di debutto. Il brano è stato rilasciato a gennaio di quest'anno e qualche settimana fa è stato anche rilasciato il video ufficiale. E' una traccia decisamente più urban, nata mentre il duo era in studio di registrazione ed ha sentito una sirena sfrecciare fuori. Il video, come il testo, non sarà originalissimo, ma resta difficile staccare gli occhi finchè non finisce.
Cosa pensate di questo gruppo? Aspettate il loro album di debutto "Nü Religion: Hyena"?
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Nella rubrica #NextGeneration di questa settimana vorrei parlarvi di Niykee Heaton, una cantautrice americana. Ha 19 anni ed è stata scoperta grazie a varie cover che ha pubblicato su YouTube. Il suo genere è prevalentemente RnB e Pop ed ha rilasciato nel 2014 un EP, intitolato "Bad Intentions".
L'EP, rilasciato tramite la Capitol Records, ha debuttato alla #38 della Billboard 200 e contiente 6 tracce, di cui ha estratto 2 singoli.
Attualmente sta lavorando al suo album di debutto che dovrebbe uscire quest'anno e tramite un'intervista ha confermato che a breve rilascerà 2 nuove canzoni esclusivamente per i fans.
Niykee non si occupa solo della musica, infatti è anche una modella ed è molto famosa su Instagram, con più di un milione e mezzo di seguaci.
Di seguito potete scoprire 3 canzoni del suo repertorio:


Champagne For The Pain - Bad Intensions EP

Il primo brano di cui vi voglio parlare è "Champagne For The Pain" ed è la seconda traccia del suo EP di debutto.
E' stato prodotto da Ryan Ogren e la prima cosa che colpisce di questa canzone sono i sounds che ha usato, che ricordano vagamente Drake e The Weeknd. Il pezzo è caratterizzato da un ritmo lento e enigmatico, che lo rende molto interessante.
Il testo parla di un argomento molto importante e attuale, ovvero l'utilizzo dell'alcol per cercare di sopprimere i problemi che ci sono nella vita reale. Infatti la cantante lo richiede per superare il dolore, trasmettendo così angoscia e sofferenza. Beve anche per nascondere a tutti quello che lei sta passando.

"I got champagne for the pain,
Blackout all the memories
Runnin' through my veins,
I don't really wanna feel anything"

E' stato rilasciato anche un lyric video che potete vedere qui sotto:

           

Cold War

Dopo il suo EP, Niykee non ha rilasciato nessun brano ufficialmente, ma ne ha pubblicati vari sul suo profilo SoundCloud e YouTube. Una di queste è "Cold War" ed è stata prodotta da AK, un giovane produttore e compositore americano.
Ci troviamo davanti ad un altro brano molto interessante, con un genere RnB ed elementi synth e elettronici.
Il testo parla di una ragazza che vuole mettere fine alla sua storia d'amore con il fidanzato ed ha sofferto così tanto che la definisce una "guerra fredda". Ringrazia, in modo sarcastico, il ragazzo, infatti grazie a lui ha provato molto dolore.

"Forfeit this cold war
It's not yours anymore
I'm done, I'm done
How rightly you want love
Tell me how to brink without your touch
I'm done, I'm done, I'm done
Baby, I just wanna thank you
Baby, I just wanna thank you"

            

Ain't No Us 

Niyike ha pubblicato questo brano su Soundcloud lo scorso Luglio e l'ha scritto lei stessa.
Anche in questa canzone si nota un'ottima produzione, con sounds freschi e un ritornello catchy accompagnato dalla chitarra.
Il testo è un inno all'amore e parla di una relazione che non è accettata dagli altri. Tutti sono contro il fidanzato della cantante ma lei dice che in realtà lui ha un buon cuore e una buona anima, ma nessuno lo sa. A lei questo non importa e chiede al ragazzo di andare avanti e di non lasciarla, anche se è dura. Solo loro due sanno come sono in fondo e si definiscono i migliori, mentre le altre persone conoscono solo i loro nomi.

"Hold up, hold up
Got me saying "Don't stop, more love"
Hold up, hold up
We ain't gotta tell nobody
You know me and you got it deadlocked"

           

Cosa ne pensate di questa artista? Riuscirà a farsi notare nel futuro ed entrare nel music biz?
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In questo nuovo appuntamento della rubrica #NextGeneration vorrei parlarvi della cantautrice e produttrice svedese Noonie Bao. Dopo aver pubblicato il suo album di debutto “I Am Noonie Bao” nel 2012, piano piano si sta facendo conoscere anche al di fuori della Svezia ed ha già collaborato con molti artisti americani famosi. Infatti, tra i brani scritti per altri, troviamo l’ultimo singolo di “Final Song” (co-scritto con MNEK che potete scoprire qui) e alcuni pezzi di “Sucker” e dell’EP “Vroom Vroom” di Charli XCX. Inoltre ha partecipato come featured artist in due tracce dell’album “New Eyes” dei Clean Bandit ("Dust Clears" e “Rihanna”).
Attualmente è al lavoro con Carly Rae Jepsen (a cui ha scritto già “Run Away With Me”) e Kimbra. Noonie non è solo una semplice cantautrice ma è abile anche in altri campi artistici e musicali: ha prodotto molte canzoni ed ha fondato una label tutta sua, ovvero la 2many Freckles.


Il suo genere è l’electro-pop con vari elementi indie e dance e quest’anno uscirà il suo secondo progetto discografico, il quale è stato anticipato dall’EP “Noonia”, rilasciato lo scorso Novembre.
Di seguito potete scoprire 4 brani dell’artista:

PYRAMIDS
Il primo brano di cui vi voglio parlare si intitola “Pyramids” ed è il secondo singolo dell’EP “Noonia”, follow-up di “I’m In Love”, che potrete ascoltare in questa rubrica. Il pezzo glam-pop, pubblicato ad Agosto del 2015, è caratterizzato da una base elettronica ed un ritornello molto catchy. Alla produzione troviamo Patrik Berger (Charli XCX, Icona Pop), mentre nel testo, scritto dalla stessa artista, capiamo quanto lei sia forte ora dopo la fine di una relazione. Ha dato tutto il tuo tempo ed ora è stanca di aiutare il suo ex partner, il quale la cerca ancora. La sua vita è migliore senza di lui ed è sulla punta della piramide, non tornerà mai più giù. Il messaggio che ci trasmette è sicuramente quello di avere autostima di noi stessi e di capire quanto valiamo, senza perdere tempo a darci colpe che non abbiamo.



CRIMINAL LOVE
Continuiamo con “Criminal Love”, seconda traccia dell’ultimo EP. Per accompagnare questo brano l'artista ha voluto rilasciare lo scorso Dicembre un video musicale diretto dal regista danese Anders Malmsberg. Ci troviamo di fronte ad un altro pezzo pop catchy molto interessante con sfumature reggae. Il testo racconta di una storia d'amore in cui Noonie non sa se stia facendo la cosa giusta o sbagliata, definendo appunto questo amore un "crimine". La cantante segue il suo cuore e affronterà tutte le cose che le potranno succedere insieme al suo partner, ma intanto si gode il tempo disponibile con lui e gli chiede se quella sera può andare a casa sua.



I'M IN LOVE
Dopo aver rilasciato nel 2012 l'album "I Am Noonie Bao", l'artista ha fatto il suo comeback lo scorso anno con questo singolo. "I'm In Love" è un brano dai sounds estivi accompagnati da una chitarra (presente anche in "Criminal Love") e da vari elementi elettronici. Nel ritornello catchy, che cresce con gli ascolti, possiamo ascoltare la voce di Noonie modificata. Ritroviamo anche qui il testo che parla di una storia d'amore. Come si può vedere anche nel video musicale, pubblicato tramite Noisey, l'artista vuole esprimere tutta la sua confusione ed incertezza. La cantautrice ha affermato: "Ho voluto mettere in evidenza la sensazione che si ha quando si è in attesa di un messaggio che non sembra mai arrivare. Quando i minuti sembrano ore, quando ci si sente un po' maniacali e disturbati nella testa". Qui sotto potete vedere la clip girata in un appartemento di New York, in cui Noonie ci mostra tutta la sua creatività e "stranezza" che una relazione può causare.


Cosa ne pensate di questa artista? Se vi è piaciuta vi consiglio di ascoltare il suo primo progetto, tutto il suo EP "Noonia" e l'ultimo singolo "Reminds Me".
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Torna la nostra rubrica settimanale #NextGeneration in grado di farvi conoscere nuovi artisti o quelli già presenti nella scena musicale da tempo, ma che sono poco conosciuti.
Dopo aver parlato dell'artista texana Chalsea Lankes, torniamo in Canada con Lydia Ainsworth.


Il punto forte di Lydia non sono i testi, bensì la particolarità di creare melodie interessanti con un'atmosfera mistica e "inquietante" allo stesso tempo.
Il suo debutto risale al 2014 con la pubblicazione del suo primo singolo "Malachite", contenuto nel suo album di debutto "Right From Real".
Questo progetto inizialmente era diviso in due EP e prende ispirazione a vari artisti tra cui Björk, The Beatles, Nirvana e Arvo Pärt per poi essere uniti dando vita ad un'ottimo prodotto di qualità.
Proseguiamo questo viaggio insieme parlando di due brani contenuti nel suo progetto discografico:

"Malachite"

Partiamo con il suo singolo di debutto "Malachite", ovvero la traccia numero tre del suo album. Qui troviamo un' atmosfera spettrali e un sound synth-pop con la presenza di archi ed elementi electro.
Inoltre questa traccia ci fa entrare nel suo mondo e ci mostra il suo talento. Purtroppo il testo non è molto profondo ed a tratti sembra essere senza un senso preciso il che pecca sulla complessività del brano.



"Take Your Face Off"

Continuiamo con il suo brano più ascoltato sulla nota piattaforma streaming Spotify. Traccia numero quattro che mette in risalto la voce melodiosa di questa artista senza tralasciare il sound che rimane unico nel suo genere. Con questa traccia, l'artista è stata capace di rimanere coerente a se stessa utilizzando le stesse caratteristiche del precedente brano con una tendenza pop.
Il brano è stato scritto con l'aiuto di Matthew Lessner e parla di una ragazza che dà dei comandi al fidanzato su come mandare avanti la loro relazione senza problemi. Inoltre la cantautrice ha dichiarato che inizialmente il testo era diverso e molto più dark, ed ha sentito il bisogno di eliminare nel ritornello la parola "die".



Di seguito potete ascoltare "Right From Real" in versione completa:



In attesa di nuovo materiale, cosa ne pensate di quetta artista?
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