Recensione Album: "ARTPOP" di Lady Gaga

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"ARTPOP" è il terzo studio album di Lady Gaga uscito l'11 novembre 2013. Tra tutti gli album che ho ascoltato non è il mio preferito, ma per me è un album "speciale" perché è uscito in un periodo importante della mia vita. Inoltre è il primo disco musicale che ho comprato fisicamente. Da molti è stato considerato un flop perché aveva deluso le aspettative, anche le mie personalmente perché dalle dichiarazioni di Lady Gaga pensavo fosse un capolavoro, un album rivoluzionario che fosse all'altezza dei meravigliosi "The Fame Monster" (2009) e "Born This Way" (2011). Forse è stato questo il mio grandissimo errore, ovvero quello di pensare che ARTPOP fosse come i precedenti. In realtà essi riportano un sound "dark" con canzoni molto orecchiabili e ritornelli semplicemente perfetti. Ma "ARTPOP" non è così: sebbene abbia qualcosa in comune con i primi due, questo album è leggermente su un'altra dimensione.


Innanzitutto possiamo dividerlo in due parti: la prima fatta da canzoni "sperimentali" o più correttamente con un sound diverso dai brani precedenti di Gaga. Questa è formata da "Aura" fino a "Do What U Want" (esclusa MANiCURE). Tra le due parti c'è la title track "ARTPOP" e poi troviamo la seconda completamente opposta alla prima, ovvero con brani con sound "tipici" della cantautrice. Infatti, sebbene la precedente abbia sempre brani dance con ritornelli orecchiabili, presenta sound che si discostano dal materiale precedente con cui ci aveva abituato Gaga. Vari temi sono trattati, come in "Aura": la prima traccia, prodotta da Zedd, è da molti considerata una "bomba" mentre da altri una canzone "truzza". E' un sound confuso che a volte risulta pesante e a tratti presenta passaggi "bruschi". Il brano è orecchiabile ma rispetto ai brani precedenti dove base e voce si collegavano perfettamente, qui c'è confusione. Il testo parla dell'aura o del burqa di Lady Gaga, ovvero i suoi vestiti eccentrici che la proteggono dal mondo esterno, come possiamo capire da molte interviste. Durante la Cheek To Cheek era infatti Stefani si era creata il personaggio di Lady Gaga per nascondere tutte le sue insicurezze. Successivamente ci sono altri temi, come la fede in "Venus", seconda traccia che come sound è come la precedente: orecchiabile ma confusa e pesante. Essa parla di vari argomenti come l'amore e in una parte del testo dice "perché sei fuori da questo mondo, galassia e tempo, mi chiedo se questo può essere amore", spiegando i dubbi che hanno tutte le persone che hanno fede. Successivamente i temi si spostano su un'altra sfaccettatura dell'amore, ovvero l'erotismo, come in "G.U.Y". e "Sexxx Dreams". Quest'ultima sarebbe stata perfetta come primo singolo, sia perché ha un sound orecchiabile e con sfumature R&B ma anche perché è diversa dalle precedenti canzoni di Gaga. Poi abbiamo altri temi, come i soldi, e nella canzone "MANiCURE" ne troviamo ben due: prepararsi per uscire e come trattare un uomo (si noti infatti il significato delle lettera maiuscole). Un altro è il menefreghismo ed è presente nella canzone migliore dell'album: "Do What U Want". Anch'essa R&B grazie all'artista R. Kelly, sarebbe stata perfetta come primo singolo (come Sexxx Dreams). Personalmente il suo video musicale, che non fu rilasciato, è il migliore di Lady Gaga (lo preferisco addirittura a Bad Romance), perché quando vidi quelle parti che finirono online, mi venne la pelle d'oca. La sofferenza per la crudeltà dei media e il menefreghismo erano semplicemente sublimi e perfetti, perciò desidero fortemente che un giorno lo potrò vedere per intero. Sono sicuro che se fosse stato rilasciato, la canzone sarebbe stata un gran successo. Si conclude qui la prima parte del disco. Poi troviamo "ARTPOP", la title track, ed è il centro del disco in cui nel testo ci sono riferimenti al suo rapporto con la musica. Subito dopo inizia la seconda parte, ovvero quella con brani "tipici" di Gaga, dove si parla di un maiale (il suo stupratore) in "Swine", della sua amica Donatella Versace, ma anche della moda e della droga in "Mary Jane Hollande" e "Dope". Infine si parla (nelle ultime due canzoni che sono tra le più commerciali insieme a Fashion!) di alcune sue esperienze vissute durante il Born This Way Ball Tour e del suo intervento all'anca. Di questa seconda parte la canzone migliore è "Mary Jane Hollonde". Nell'ambito delle tematiche, "ARTPOP" è un album molto bello e molto sofferente, ma il suo gran difetto è nel sound poco omogeneo e confusionario. Inoltre, alcune tracce ricordano il suo precedente progetto "Born This Way". Quindi, tirando le somme, ARTPOP doveva essere fatto meno frettolosamente ed i sound dovevano essere realizzati e "studiati" meglio.
Scritta da Bionic_littlemonster

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VOTO FINALE DATO DALLO STAFF DI BOOKLET:

71/100

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